Appello: ritorno al manicomio giudiziario o grande riforma?

Le cronache

Si segnala l’Appello: “La Corte Costituzionale al bivio: ritorno al manicomio giudiziario o grande riforma?”, proposto dalla Società della Ragione, a cui si rimanda.

Si legge, nel testo dell’appello, che “il 15 dicembre la Corte Costituzionale si pronuncerà su una istanza di un magistrato di Tivoli che ha sostenuto l’illegittimità della legge 81 del 2014, il provvedimento che ha disposto la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG)”, legge di riforma (“rivoluzione gentile”) che ha istituto un nuovo sistema di presa in carico dei soggetti imputati ritenuti infermi di mente e, quindi, prosciolti ma giudicati socialmente pericolosi. Questi soggetti, dismessi gli OPG, sarebbero destinati alla presa in carico territoriale e, solo in extrema ratio, alle REMS. REMS che non sono, quindi, strutture destinate, a sostituirsi agli OPG, sia per la loro funzione che per la loro composizione – al personale sanitario non si affianca quello di Polizia Penitenziaria.

Questa discontinuità fra i due modelli, però, questo nuovo spirito della riforma, non sembra aver messo radici nelle pratiche della magistratura che non hanno superato lo spirito precedente e non hanno relegato le REMS ad extrema ratio, creando un problema di lunghe liste di attesa per l’ingresso nelle suddette strutture. Difatti, “la gestione sanitaria delle REMS, col rispetto rigoroso del numero massimo di posti previsti per ciascuna struttura, ha garantito cure adeguate e programmi di reinserimento efficaci. Si sono però verificate liste di attesa, […] non […] imputabil[i] alla carenza di posti nelle REMS, né tantomeno alla gestione sanitaria che impone il numero chiuso per rispettare la qualità delle cure prestate; ma piuttosto al principio di extrema ratio della misura di sicurezza detentiva che la legge ha sancito, ma largamente disatteso nella pratica giudiziaria. Da qui scaturisce il problema della presenza in carcere di persone prosciolte in attesa di trovare disponibilità in REMS, falsamente imputato alla “carenza di posti” in REMS. La condizione di chi permane in carcere illegittimamente è senza dubbio grave, tanto più che ad oggi in carcere il trattamento dei detenuti con patologie legate alla salute mentale non è affatto ottimale e le cosiddette articolazioni di salute mentale sono più simili a manicomi che a luoghi terapeutici. Occorre, però, mettere a fuoco il problema reale (il crescente ricorso a misure di sicurezza detentive) e non promuovere soluzioni, come l’aumento delle REMS e la loro gestione penitenziaria (invece che sanitaria), che ripropongono un ritorno all’OPG.” Quest’Appello auspica un passo avanti: “una riforma complessiva che affronti il nodo del proscioglimento per infermità mentale. Il limite della legge attuale è stato quello di operare una riforma senza toccare il Codice Penale, il Codice Rocco fondamento del regime fascista. La soluzione legislativa elaborata dalla Società della Ragione è stata presentata da Riccardo Magi alla Camera dei Deputati (proposta di legge n. 2939): la proposta abolisce il “doppio binario” e istituisce il diritto di ogni persona al giudizio, contro ogni presunzione di “irresponsabilità”. Ma il destino delle persone con disabilità psicosociali non dovrà comunque essere il carcere, facendo leva sul diritto a cure adeguate, tramite misure alternative individualizzate. La Corte Costituzionale deve scegliere. Senza prefigurare il ritorno all’inferno”.

All’appello hanno già aderito: Osservatorio stopOPG, La Società della Ragione, Coordinamento nazionale Salute Mentale, Conf. Basaglia per la salute mentale nel mondo, Coordinamento Rems Dsm, Antigone, Fondazione Franca e Franco Basaglia, SOS Sanità, A Buon Diritto, Club Spdc No Restraint, Grusol Gruppo Solidarietà, Forum Droghe, Fuoriluogo, ass. Io come Voi, AFADIPSI associazione di famiglie per il disagio psichico (SR), Rete Salute Welfare Territorio, Campagna Salute Mentale Lombardia, Forum nazionale Salute Mentale, Ass. “180amici Puglia”, Movimento pugliese “Rompiamo il silenzio”.

Per sottoscrivere l’Appello è possibile scrivere a: redazione@osservatoriostopopg.it – info@societadellaragione.it – info@conferenzasalutementale.it

 

 

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