Cass. Pen., Sez. II, sent. 8 luglio 2021, n. 32593: la custodia cautelare in carcere ai sensi del combinato disposto degli artt. 275, co. 2-bis, c.p.p. e 4-bis Ord. Pen.

L’art. 275, co. 2, c.p.p. trova applicazione sia in fase di irrogazione della misura, sia nel corso della sua esecuzione.

La giurisprudenza di legittimità si è pronunciata, affermando che “in materia di misure cautelari personali, il limite di tre anni di pena detentiva necessario per l’applicazione della custodia in carcere, previsto dall’art. 275 c.p.p., comma 2-bis, opera non solo nella fase di applicazione, ma anche nel corso dell’esecuzione della misura, sicché la misura non può essere mantenuta qualora sopravvenga una sentenza di condanna, quantunque non definitiva, a pena inferiore al suddetto limite; in motivazione, la Corte ha precisato che i principi di proporzionalità ed adeguatezza devono essere costantemente verificati, al fine di attuare la minor compressione possibile della libertà personale, non potendo prevalere le valutazioni compiute in fase cautelar rispetto alla pronuncia adottata in fase di merito” (Cass., Sez. F., n. 26542 del 13/08/2020, Rv. 279632).

Pertanto, per la più recente interpretazione della Suprema Corte di Cassazione, non può essere mantenuta la custodia cautelare in carcere, ove sia stata irrogata una pena inferiore a tre anni di reclusione, occorrendo poi analizzare la condizione negativa contenuta nell’ultima parte dell’art. 275, co. 2-bis, c.p.p. Il suddetto divieto, per espresso richiamo della norma, non si applica quando si procede per determinati reati di cui all’art. 4-bis Ord. Pen. e anche quando non sussistano i presupposti per l’applicazione della misura degli arresti domiciliari.

 

Secondo l’interpretazione del combinato disposto degli artt. 275, co. 2-bis, c.p.p. e 4-bis Ord. Pen., il divieto di applicazione e mantenimento della custodia cautelare in carcere opera per la rapina aggravata, qualora sia intervenuta una condanna inferiore a tre anni e quando non vi siano elementi tali da fare ritenere la sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva. In generale, è onere dell’istante provare la sussistenza dei presupposti per l’operatività del divieto. Tale prova, tuttavia, in taluni casi può ritenersi implicita: il riferimento è a quei fatti di rapina che, per le loro modalità esecutive, per la personalità degli autori, per la natura dei beni sottratti, per l’assenza di armi o altri oggetti atti a offendere, siano dimostrativi ex se dell’assenza di collegamenti con la criminalità organizzata.

Il giudice del procedimento cautelare, per valutare l’operatività del divieto di mantenimento della custodia in carcere per soggetti condannati per il reato di rapina aggravata a pena inferiore a tre anni, è tenuto a esaminare gli elementi che, ove dimostrativi dell’assenza di qualsiasi collegamento con il crimine organizzato, determinano l’operatività del divieto di cui all’art. 275, co. 2-bis, c.p.p., non essendo giustificata la prosecuzione della custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti, ai quali sia stata irrogata una pena lieve e ai quali potranno anche essere concessi i benefici penitenziari.

Può applicarsi, in ogni caso, l’ultima parte dell’art. 275, co. 2-bis, c.p.p., che giustifica l’applicazione della custodia cautelare in carcere in assenza di luoghi idonei per impartire la misura degli arresti domiciliari.

Qui il testo della sentenza.

 

A cura di Beatrice Paoletti

Contributi simili

Keep it Trill, pubblicato il sesto rapporto di Antigone sulla giustizia minorile in Italia

Lo scorso 11 febbraio è stato pubblicato il nuovo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile in Italia. Si è registrato, in particolare, un netto calo delle presenze in carcere, frutto del percorso, oramai avviato da tempo, di residualizzazione del ricorso alla misura detentiva. A fronte di questo dato, Antigone lancia una proposta: introdurre un Codice penale ad hoc per i minori, che renda il carcere realmente marginale…

Leggi tutto...

15 Febbraio 2022

Rinnovata presso il Ministero della Giustizia la “Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti”

In data 16\12\2021 è stata rinnovata per altri quattro anni la “Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti”, siglata…

Leggi tutto...

19 Dicembre 2021

Il CPT contro la Francia: criticità e strategie di intervento in merito alle condizioni di trattamento delle persone private della libertà personale

In data 24 giugno 2021, il CPT ha pubblicato sul sito istituzionale del Consiglio d’Europa un nuovo rapporto in merito alla visita periodica condotta da una delegazione dell’istituzione in territorio francese nel periodo tra il 4 e il 18 dicembre 2019. Dalla relazione emergono numerosi profili critici, tra i quali si segnalano: le condizioni materiali di detenzione negli stabilimenti di polizia, il problema del sovraffollamento carcerario, le condizioni in cui i detenuti vengono trasferiti e curati negli ospedali, nonché la mancanza di posti letto psichiatrici per le persone in cura.…

Leggi tutto...

7 Agosto 2021

Cass. Pen., Sez. I, sent. 3 novembre 2021, n. 45220: l’istanza di remissione del debito per spese di giustizia e di mantenimento in carcere

Nel caso di specie il Magistrato di Sorveglianza aveva rigettato l’opposizione proposta dal ricorrente avverso un’ordinanza del medesimo Magistrato con…

Leggi tutto...

22 Marzo 2022

“Educazione in carcere. Sguardi sulla complessità”, a cura di Roberto Bezzi e Francesca Oggionni

Si segnala la recentissima uscita, dello scorso 7 ottobre, del volume “Educazione in carcere. Sguardi sulla complessità”, FrancoAngeli Edizioni, a cura di Roberto Bezzi e Francesca Oggionni. Il volume, “al fine di aprire nuove possibili prospettive di pensiero critico rispetto al problema carcere” affronta alcune delle questioni cardine e delle più evidenti problematiche “di ordine educativo-pedagogico” del sistema penitenziario da tre punti di vista interdisciplinari – quello sociologico, quello giuridico e quello pedagogico – accludendo due contributi finali provenienti dallo sguardo di chi la pena la “amministra” la pena e da chi, invece, la “descrive”.…

Leggi tutto...

19 Ottobre 2021

Torna in cima Newsletter