Suicidi in carcere: la Corte Europea interroga l’Italia nel caso Zenzami

Si torna a parlare di morti in carcere. Nel mese di dicembre la Corte Europea dei diritti dell’uomo, in merito al suicidio di Anas Zemzami, avvenuto in data 25 settembre 2015 nel carcere di Pesaro,  ha emanato un provvedimento cautelare, con cui è stato chiesto alle Autorità italiane di verificare se il personale carcerario avesse adottato tutte le misure necessarie per evitare tale evento tragico e se la Giustizia italiana avesse effettivamente condotto investigazioni adeguate sull’accaduto. In sostanza la Corte, interrogando l’Italia sulle richiamate questioni, persegue il fine di verificare l’eventuale violazione degli artt 2 e 3 CEDU.

Di seguito il testo del provvedimento:

Corte Europea Zemzami v. Italy

Questo fatto riporta alla luce un altro episodio di suicidio avvenuto nel 2001 nelle carceri italiane, il caso Citraro e Molino c. Italia (dal nome dei genitori del detenuto deceduto). Qui la Corte aveva condannato l’Italia per la violazione dell’art 2 CEDU, non avendo le autorità nazionali adottato le cautele necessarie per evitare l’evento.

Qui il testo della sentenza: CASE OF CITRARO AND MOLINO v. ITALY

Alla luce delle considerazioni esposte dalla Corte nel provvedimento appena richiamato ci si aspetta dunque una decisione analoga anche con riferimento al caso Zenzami. Vedremo se la nostra opinione sarà fondata. Ai posteri l’ardua sentenza…

 

Niccolò Domenici

Contributi simili

“Educazione in carcere. Sguardi sulla complessità”, a cura di Roberto Bezzi e Francesca Oggionni

Si segnala la recentissima uscita, dello scorso 7 ottobre, del volume “Educazione in carcere. Sguardi sulla complessità”, FrancoAngeli Edizioni, a cura di Roberto Bezzi e Francesca Oggionni. Il volume, “al fine di aprire nuove possibili prospettive di pensiero critico rispetto al problema carcere” affronta alcune delle questioni cardine e delle più evidenti problematiche “di ordine educativo-pedagogico” del sistema penitenziario da tre punti di vista interdisciplinari – quello sociologico, quello giuridico e quello pedagogico – accludendo due contributi finali provenienti dallo sguardo di chi la pena la “amministra” la pena e da chi, invece, la “descrive”.…

Leggi tutto...

19 Ottobre 2021

Condannato tossicodipendente: circa la decorrenza dell’esecuzione dell’affidamento in prova

Cassazione Penale, Sez. I, sent. 1° aprile 2021, n. 16123. La Corte di Cassazione ha riaffermato il principio di diritto per cui “in tema di affidamento in prova nei confronti del condannato tossicodipendente, il Tribunale di Sorveglianza, ai sensi dell’art. 94, comma quarto, del d.P.R. n. 309 del 1990, può determinare la decorrenza dell’esecuzione della misura, piuttosto che dal verbale di affidamento, da una diversa e più favorevole data per l’interessato, qualora al momento della decisione il programma terapeutico risulti già positivamente in corso, ed il trattamento spontaneamente eseguito risponda, per durata ininterrotta e contenuti comportamenti, ai criteri di recupero sociale cui tende l’istituto, essendo invece irrilevante il dato della sola durata residua del programma terapeutico superiore a quella della pena da espiare”.…

Leggi tutto...

20 Agosto 2021

Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze sulla concessione di benefici penitenziari in costanza di divieto ex art. 58-quater, co. 1, O.P. per la commissione di un delitto di evasione

Ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Firenze, emessa a seguito di istanza presentata dall’interessato a mezzo difensore avente a oggetto…

Leggi tutto...

21 Aprile 2022

A cura di Giulia Vagli
Illegittimo il divieto di affettività in carcere. L’Italia si adegua all’Europa.

Lo scorso 26 gennaio la Corte costituzionale, con la sentenza n. 10/2024, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 della legge…

Leggi tutto...

2 Febbraio 2024

T. sorveglianza di Roma – 15/12/20 – detenzione domiciliare

Con ordinanza del dicembre 2020 il Tribunale rigetta l’istanza di detenzione domiciliare proposta ritenendo che il domicilio indicato dal condannato…

Leggi tutto...

16 Novembre 2021

L’ordinanza che statuisce sulla liberazione anticipata deve essere notificata al difensore del condannato

Cass. Pen., SS.UU., sent. 1° aprile 2021, n. 12581. Le Sezioni Unite hanno espresso il seguente principio di diritto: “L’ordinanza del magistrato di sorveglianza che decide sull’istanza di concessione della liberazione anticipata (art. 69-bis, comma 1, Ord. Pen.) deve essere in ogni caso notificata al difensore del condannato, se del caso nominato d’ufficio, legittimato a proporre reclamo. Quest’ultimo è soggetto alla disciplina generale delle impugnazioni”.…

Leggi tutto...

11 Agosto 2021

Torna in cima Newsletter